Impari 20 parole nuove, ti senti sicuro, e tre giorni dopo metà sono sparite. Non è segno di una cattiva memoria, è del tutto normale. Già nel 1885 lo psicologo Hermann Ebbinghaus descrisse quanto in fretta decade il materiale appena appreso: la curva dell'oblio.
Senza ripetizione perdi gran parte delle nuove informazioni entro le prime 24 ore; dopodiché la perdita rallenta. L'intuizione chiave: ogni ripetizione fatta al momento giusto risolleva la curva e la rende più piatta. La conoscenza decade più lentamente la volta successiva e gli intervalli possono allungarsi. Dopo quattro o cinque ripetizioni ben calibrate, una parola spesso resta impressa per mesi.
È qui che la maggior parte delle persone sbaglia: o non ripete mai, oppure ingurgita tutto in una volta (la notte prima dell'esame). Entrambi gli approcci lavorano contro la curva. Molto più efficace è la ripetizione dilazionata: un sistema che ti ripropone ogni parola esattamente quando stai per dimenticarla. Il trainer di vocaboli di 1000 Words gestisce questo tempismo in automatico: ogni giorno vedi solo le parole in scadenza.
Una seconda leva contro l'oblio è il sonno. Durante il sonno profondo il cervello sposta ciò che hai imparato nella memoria a lungo termine, quindi riascoltare la sera proprio le parole della giornata alimenta quel processo. Unire l'allenamento attivo di giorno alla tranquilla ripetizione in ascolto di notte significa lavorare con la curva dell'oblio anziché contro di essa. Ciò che altrimenti andrebbe riappreso ogni volta finalmente resta.